Assemblea Regionale e…

Domenica 7 Maggio, all’interno della sede della Croce Azzurra Sabaudia, si è svolta l’assemblea regionale di Anpas Lazio e, a seguire, la conferenza dell’esperto di politiche associative di Anpas Patrizio Petrucci.

La prima parte della mattinata è stata dedicata all’approvazione della relazione sulle attività, del bilancio consuntivo e preventivo e alla presentazione del bilancio sociale. Quest’ultimo rappresenta una testimonianza del capitale umano disponibile in ogni associazione e deve essere strumento principe nel dialogo con i nostri portatori di interesse insieme al codice etico, da considerare come il primo punto di partenza per il futuro delle pubbliche assistenze di Anpas Lazio.

Aderire al codice etico, significa sottoscrivere un patto di corresponsabilità etica – come sottolinea Daniele Conte, responsabile della commissione “politiche associative” di Anpas Lazio – essere testimoni e garanti che la propria associazione applica principi di trasparenza, democraticità, uguaglianza, libertà in linea con i principi ispiratori di Anpas.

Il passo successivo verso il futuro delle pubbliche assistenze è la riforma del terzo settore, come spiega Patrizio Petrucci: la riforma della legge 106 sul terzo settore parte dallo scenario di crisi socio-economica in cui ci troviamo e ha lo scopo di ristabilire la relazione sociale tra privati e Stato. Alle associazioni viene richiesto di anticipare i nuovi bisogni della società e non di adagiarsi sui risultati raggiunti: per far questo è necessario che le associazioni, tra di loro, facciano “rete” per arricchirsi, crescere insieme e arrivare lì dove singolarmente non sarebbe possibile.

Crescere insieme significa anche non avere paura di costituire un’impresa sociale, creando occupazione in modo etico e rispondendo così ad un nuovo bisogno della società. Si definisce impresa sociale quella che, con capitali privati, usa gli strumenti del terzo settore ed è basata sulla logica dell’inclusione sociale e non del profitto.

L’intervento di Petrucci si conclude con un’osservazione: le pubbliche assistenze nel nostro territorio sono diverse le une dalle altre, vanno a velocità e hanno bisogni differenti. La sfida che ci attende è proprio quella di riuscire a conciliare tutti i bisogni preservando le peculiarità che contraddistinguono ogni associazione.

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